RIVOLGERTI A UNO PSICHIATRA TI METTE A DISAGIO?

 

"E’ una psichiatra? Oddio, spero di non avere mai bisogno di lei!"

"Lei che è psichiatra, venga nella mia azienda e vedrà quanti matti trova!"

 

Mi capita a volte di sentire frasi come queste, quasi sempre legate a un vecchio retaggio culturale secondo il quale lo psichiatra si occupa solo dei casi più gravi e quindi non va interpellato per curare le forme di disagio più comuni, quelle a cui tutti siamo potenzialmente esposti.

 

Ovviamente non è così. Bisogna sempre tener presente che lo psichiatra è anzitutto un medico, un esperto a cui rivolgersi per superare le difficoltà psichiche, per migliorare la propria salute e quindi la qualità della vita, proprio come accade quando si richiede l’intervento di altri medici specialisti.

 

Risulta quindi prioritario fare chiarezza rispetto a quei luoghi comuni che spesso inducono le persone a ritardare o addirittura a rifiutare la possibilità di trovare finalmente il proprio benessere, probabilmente perché non sono ancora consapevoli che al giorno d’oggi possono avvantaggiarsi di cure efficaci e sicure e delle più moderne psicoterapie, il cui beneficio è stato scientificamente dimostrato.

 

E’ pur vero che uno psichiatra, specie se lavora in ospedale o presso i servizi pubblici territoriali, si può confrontare anche con patologie gravi, a decorso cronico. Tuttavia, quei disturbi non rappresentano la maggioranza delle problematiche che possono riguardare la psiche.

 

Esistono infatti molte altre forme di disagio psichico che, pur non richiedendo cure ospedaliere, compromettono in maniera significativa la qualità della vita. Ad esempio, impediscono a chi ne è affetto di occuparsi in modo proficuo dei propri interessi, di dedicarsi con entusiasmo alla propria vita sentimentale o alle relazioni sociali, di svolgere con passione il proprio lavoro, persino di trascorrere serenamente i momenti di svago e di riposo.

 

In questi casi rivolgersi ad uno psichiatra non è un segno di debolezza, ma può rappresentare, al contrario, la scelta matura e costruttiva di chi ha a cuore la propria salute, di chi ritiene di aver raggiunto un livello di malessere non più tollerabile e di dover finalmente provare a superarlo rivolgendosi ad un medico competente.

 

Talvolta può capitare che siano amici o familiari a scoraggiare le richieste di aiuto con un atteggiamento di negazione del disagio mentale. Qualcuno crede, infatti, che i problemi della mente possano essere sempre risolti solo con un po’ di "impegno" e di "buona volontà".

 

Probabilmente chi ha questa convinzione non ha mai sofferto di un reale problema psichico. Frasi come "Coraggio, fatti forza!", "Non sei depresso, è che non hai voglia di lavorare!", "Vedrai che l'ansia sparisce se ti trovi un fidanzato" rischiano solo di far stare peggio chi già soffre di un disturbo della mente. Direste mai ad una persona affetta da diabete: "Su, vai un po' in vacanza che ti passa tutto"?


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